Ricorso contro il super Green-Pass

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Ricorso contro il super Green-Pass

PER I DIRITTI UMANI E FONDAMENTALI

Con il decreto Legge 26 novembre 2021 n. 172, è stato imposto lobbligo vaccinale, a partire dal 15 dicembre, oltre al personale e operatori sanitari e delle Rsa, amministrativi compresi, al personale del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico, polizia locale, dipendenti dell’amministrazione penitenziaria e del dipartimento di giustizia minorile, nonché al personale del sistema nazionale di istruzione, delle scuole non paritarie, dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri provinciali di istruzione per adulti, dei sistemi regionali di istruzione e formazione professionale, dei sistemi regionali che realizzano i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore. Chi non è in regola per cinque giorni di seguito, sarà soggetto alla “sospensione dal diritto di svolgere l’attività lavorativa, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro”, per un massimo di sei mesi a partire dal 15 dicembre. Per il periodo di sospensione, non sono dovuti la retribuzione ne’ altro compenso o emolumento, comunque denominati.  Lavorare senza Green Pass comporta una sanzione da 600 a 1.500 euro, mentre il datore di lavoro che non controlla rischia una sanzione da 400 a 1000 euro.

L’obbligo vaccinale indiretto imposto dal governo è chiaramente in contrasto con i diritti e le libertà fondamentali sanciti e tutelati in primis dalla nostra Carta costituzionale ma anche dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, dalle Convenzioni Internazionali, dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e  con la normativa eurounitaria.

Le restrizioni imposte con l’introduzione  del “Super Green Pass”, e quindi con l’imposizione diretta e/indiretta all’obbligo vaccinale – che non appaiono nemmeno sostenute da un serio ed inconfutabile presupposto medico ed epidemiologico dimostrato scientificamente – comportano non solo una discriminatoria emarginazione sociale, ma pongono a rischio la sopravvivenza economica di intere famiglie di lavoratori che hanno la sola “colpa” di non acconsentire ad un trattamento sperimentale sul proprio corpo, allorché ai sensi dell’art. 32 Costituzione, della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, delle Convenzioni Internazionali, non può essere imposto un obbligo vaccinale anche indiretto. Tale obbligo vaccinale non contempla il necessario consenso libero e consapevole ad una terapia sperimentale, in aperta violazione della disciplina comunitaria – in specie del Regolamento (UE) 2021/953 e della Carta di Nizza – e dei diritti fondamentali ed inalienabili sanciti nella nostra Costituzione e per i quali i Padri costituenti hanno lottato.

Al ricorso possono partecipare tutti i cittadini che ritengano lesa la propria dignità personale, sostanziandosi la situazione determinata da tale provvedimento nel pervenire alla discriminazione di milioni di persone, fondata sulla violazione dei diritti umani e della libertà di scelta terapeutica garantita dalla Carta Costituzionale, dalla Convenzione europea de diritti dell’uomo, dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, dalle Convenzioni Internazionali e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

È ora di reagire e agire con un’azione COLLETTIVA in giudizio, laddove chiedere al Tribunale, con procedura d’urgenza, di disapplicare la normativa nazionale in contrasto con la disciplina comunitaria e i dettami costituzionali.

In considerazione della gravità della violazione dei diritti fondamentali, contestualmente è possibile sottoscrivere gratuitamente una petizione per cui al raggiungimento di 10.000 adesioni si provvederà ad attivare una denuncia alla Corte penale internazionale dell’Aja avverso le gravi violazioni dei diritti e delle libertà fondamentali poste in essere.

COSTI ADESIONE

I costi di adesione ammontano a 100,00 euro a persona, per aderire alla fase urgente fino alla definizione del grado di giudizio. L’eventuale adesione ad un eventuale successivo grado di giudizio sarà su base volontaria.

PER INFORMAZIONI si può mandare una mail all’indirizzo info@tutelandoti.it ovvero inviare messaggio whatsapp con la richiesta al numero +39 345 7469153, a seguito i richiedenti verranno ricontatti telefonicamente o telematicamente. La procedura sarà curata  dagli Avv. Francesco Caronia, Avv. Giuseppe Pinelli e Avv. Mikaela Hillerstrom, e da uno staff legale nazionale e internazionale, con esperienza decennale nella gestione di procedure collettive. Le informazioni verranno fornite tramite canale telegram, whatsapp e linkedin

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