Ecco la prima picconata al lasciapassare verde!

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L’Avv. Pia Perricci con l’Organizzazione Mondiale della Vita, l’Associazione l’Eretico, l’Associazione Umanità e Ragione, Avvocati per i Diritti e le Libertà e Tutelandoti.it, è lieta di annunciare che oggi è stata emessa la prima sentenza positiva contro il cd. Super Green Pass.

Il Tribunale di Pesaro Sezione Civile dott. Davide Storti, ha messo sentenza del 2 febbraio 2022, pubblicata in data 9 febbraio 2022, ha dichiarato “illegittimo il rifiuto opposto dalla resistente al ricorrente di utilizzare il servizio mensa sulla base della mera mancanza del, green pass base; ordina pertanto alla resistente di permettere al ricorrente l’uso della mensa

In particolare, se ai sensi dell’art. 9 bis comma 2 bis del D.L. 22 aprile 52/2021, conv. Con modificazioni iln L. 17 giugno 2021 n. 87, così come modificato dall’art. 4 del D.L. 26 novembre 2021 n. 172/2021, prevede che “è comunque necessario il green pass base per accedere alle mense ed i servizi di catering continuativo su base contrattuale. Tale norma peraltro, stante anche il tenore letterale (su base contrattuale), deve ritenersi riferita ai dipendenti, pubblici e privati, ed alle mense presenti nei luoghi di lavoro. La ratio della norma è evidente. L’art. 9 bis prevede un’eccezione alla regola prevista in materia di servizi di ristorazione. E’ infatti in via generale richiesto il green pass rafforzato. Il lavoratore, se rientra tra quelli per cui è stato introdotto l’obbligo vaccinale, può infatti accedere ai luoghi di lavoro con il semplice green pass base. Stessa certificazione è quindi sufficiente per usufruire del servizio mensa. Questo perché il legislatore ritiene il servizio mensa dei luoghi di lavoro un servizio necessario e connesso all’attività lavorativa”.

 Nel caso di specie, il ricorrente “non è dipendente della società resistente e non accede alla struttura quale lavoratore”, in quanto “trattasi di una struttura socio sanitaria non residenziale che il ricorrente, persone portatrice di handicap, frequenta come utente” Viene quindi rilevato che “per usufruire dei servizi socio sanitari residenziali: a) non è necessario il green pass; b) i residenti possono usufruire del servizio mensa anche senza green pass. E’ ugualmente pacifico che non è richiesto il green pass nemmeno per l’accesso e la frequentazione da parte degli utenti della struttura che – come nella specie – svolgono servizi socio-sanitari non residenziali” Vengono quindi disapplicati, in quanto illegittimi, eventuali atti amministrativi che richiedono il possesso del green pass, in quanto “è logico che debba applicarsi al servizio mensa la stessa disciplina richiesta per la frequentazione del centro”, laddove “è indiscutibile che il servizio mensa sia un servizio necessario e connesso alla complessiva attività educativa/riabilitativa svolta dal centro, in quanto certamente risulta un momento si aggregazione e socializzazione, soprattutto in soggetti “deboli” quali i frequentatori del centro”

Al riguardo si pone il principio secondo cuiLa richiesta del green pass si pone nel caso di specie contro la lettera della norma, che …si riferisce ai lavoratori, ed è contraria alla sua stessa ratio, atteso che il legislatore, nell’ipotesi di mense connesse ad una determinata attività, pretende la stessa certificazione dell’attività principale

 L’importanza di tale pronuncia, rileva non solo come una prima pronuncia, un primo mattone volto all’abbattimento dell’odioso strumento di discriminazione e odio sociale posto a danno dei cittadini italiani, ma anche perchè evidenzia un principio fondamentale secondo cui una norma eccezionale non può essere interpretata estensivamente, ma deve essere letta secondo la sua testuale formulazione e comunque nel rispetto della ratio legis.

Allo stesso modo, ad esempio si ritiene che le mense delle strutture universitarie debbano seguire il green pass base per gli alunni, e non il regime del green pass rafforzato previsto per i lavoratori in ambito universitario, o che non possa chiedersi il green pass rafforzato agli avvocati ultracinquantenni per cui dal 15 febbraio è previsto l’obbligo vaccinale, così applicando per l’accesso ai Tribunali la normativa propria dell’accesso al luogo di lavoro, laddove giammai tali avvocati possono essere considerati lavoratori subordinati del Tribunale o del Ministero della Giustizia.

Le Associazioni e l’Avv. Perricci contano di avere messo una prima pietra verso il ripristino della legalità e del rispetto dignità umana e sociale dei cittadini italiani, per la ricostituzione dei valori fondanti della nostra Costituzione e di trattati eurounitari e internazionali, per la tutela di Diritti e Libertà, e per tutti quei diritti fondamentali inviolabili ed umani oggi calpestati con disprezzo da normative nazionali liberticide irrazionali ed illegittime

Avv. Pia Perricci

Organizzazione Mondiale della Vita, con Segretario Generale Dott. Angelo Giorgianni

 Associazione l’Eretico

 Associazione Umanità e Ragione

 Avvocati per i Diritti e le Libertà e Tutelandoti.it, con Avv. Francesco Caronia

Per contatto 338 0614760 – 3939686438

 

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