Banca Popolare di Bari: devo firmare la transazione?

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La Banca Popolare di Bari offre un accordo transattivo ai propri soci da sottoscrivere entro il 31 luglio: che fare?

Nel contesto di una complessa operazione di ristrutturazione patrimoniale che la vede protagonista, la Banca Popolare di Bari ha ritenuto opportuno rivolgere un’offerta transattiva ai propri soci titolari di azioni ordinarie sottoscritte in occasione dei due aumenti di capitale nel 2014 e nel 2015.

I soci interessati hanno tempo fino al 31 luglio 2020 per decidere se sottoscrivere o meno la transazione. Molti, dunque, si chiedono: che fare? Vediamo allora di fare chiarezza.

La proposta transattiva prevede, a fronte della totale rinuncia ad ogni altra azione o pretesa futura, un indennizzo pari a 2,38 euro per ogni azione detenuta dal socio destinatario della proposta transattiva. Destinatari dell’offerta transattiva sono i soli soci persone fisiche, anche se titolari di ditta individuale, portatori di azioni della BPB al 31 marzo 2020, ad eccezione dei c.d. “cattivi pagatori”. Il predetto importo (euro 2,38), tuttavia, corrisponde solo a circa il 25-26% di quanto già pagato.

Quindi, per fare un esempio, chi è titolare di 1000 azioni riceverà subito circa 2.380 euro e rinuncerà ad incassarne circa 9.520, perdendo così circa 7.140 euro. Sul punto, è bene precisare che anche se i titoli resteranno nel portafoglio del socio, ciò servirà a ben poco per il risparmiatore, visto che non c’è praticamente nessuna possibilità che le azioni possano riprendere una quotazione anche lontanamente paragonabile al prezzo di acquisto iniziale.

Come anticipato, inoltre, chi firma la transazione rinuncia per sempre ad ogni pretesa per il futuro, mettendo al riparo la banca da ogni lite o controversia relativa a qualsiasi danno che il socio ritenga di aver subito in occasione della transazione o per qualsiasi altro motivo.

La proposta avrà efficacia solo al raggiungimento di un numero minimo di adesioni pari al 50% degli aventi diritto (i destinatari della proposta transattiva) e portatori di un numero di titoli pari almeno al 60% del controvalore delle azioni oggetto della proposta stessa. In caso di adesione di tutti i destinatari della proposta transattiva, il costo a carico della Banca sarebbe di circa 65 milioni. Un importo enormemente inferiore rispetto alle centinaia e centinaia di milioni di risarcimenti cui potenzialmente dovrebbe far fronte nei confronti dei non firmatari della transazione. La banca ovviamente mira ad ottenere quante più adesioni possibili (ecco perché ha fissato una soglia minima ai fini dell’efficacia della transazione) per evitare quante più cause di risarcimento per il futuro.

Transazione Banca Popolare di Bari: che fare?

Firmare o meno la transazione entro il 31 luglio p.v. è una scelta che spetta solo ed esclusivamente al destinatario della stessa, nonché titolare delle relative azioni. L’importante è che sia una scelta consapevole.

Sul punto, dunque, è bene sapere quanto segue:

  • I 2,38 euro verranno indennizzati per ogni singola azione pagata ben 8,95 euro. Quindi, chi firma la transazione recupera un quarto di quanto gli spetterebbe (i classici “sporchi, maledetti e subito”). Ed infatti, l’importo di 2,38 euro corrisponde a poco più del 25-26% degli 8,95 euro pagati in occasione degli aumenti di capitale del 2014 e 2015.
  • Come già detto, chi firma la transazione firma anche una sorta di “tombale” con la banca, nel senso che non potrà più rivendicare alcunché, non potrà più pretendere il risarcimento integrale (pari a 4 volte quello oggetto della transazione), né partecipare a nessuna azione o causa legale nei confronti della Banca per gli aumenti di capitale del 2014 e 2015 (operazioni per le quali la Banca è stata sanzionata dalla Consob ed è sotto inchiesta della procura di Bari a causa delle irregolarità riscontrate nella gestione).

In buona sostanzachi ha investito cifre importanti del proprio patrimonio difficilmente potrà trovare soddisfacente la proposta della banca, e dovrà valutare iniziative giudiziarie da mettere in atto dopo la trasformazione.  Infatti, se dalla documentazione e dagli elementi in proprio possesso, emergono concreti elementi di violazione dei doveri di comportamento della banca, possono giocarsi le proprie carte in tribunale, tentando così di recuperare il risarcimento per intero oltre a quello per gli ulteriori danni (anche morali) subiti.

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