LA NUOVA PRIVACY EUROPEA

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Il GDPR è il nuovo regolamento Privacy 2018 che è entrato in vigore dal 25 maggio 2018 in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea. Il nuovo regolamento sulla Privacy 2018 così come previsto da Privacy 2018 GDPR regolamento Ue 2016/679, noto appunto con l’acronimo GDPR (General Data Protection Regulation) riguarda la protezione, il trattamento e la libera circolazione dei dati personali delle persone fisiche.
Come indicato dalla stessa Commissione Ue, la nuova Privacy 2018 ha diversi e nuovi obiettivi da perseguire in primis il raggiungimento di una maggiore certezza giuridica, trasparenza, semplicità delle norme riguardanti il trasferimento di dati personali dall’Ue verso altre parti del mondo.
Il GDPR nasce quindi dall’esigenza necessaria ed urgente, di dare un regolamento comune nell’UE ed una maggiore protezione della privacy alla luce dell’innovazione tecnologica e dei nuovi modelli di crescita economica.
Da ricordare inoltre che sebbene ci sia un regolamento Privacy 2018 approvato dall’Unione Europea rimane a capo di ciascun Stato membro, legiferare in autonomia le regole al fine di consentire una migliore e più precisa applicazione delle norme contenute nel GDPR, ed è proprio su questa possibilità che l’UE ha forse un po’ tradito la visione unitaria e comune di un regolamento unico sulla Privacy 2018 da applicare in tutta Europa alla luce soprattuto dell’eventuale insorgere di contrasti tra il Regolamento e le leggi nazionali adottate da ciascun Paese Ue per allinearsi alle nuove disposizioni comunitarie.
Ricordiamo a tal proposito che in Italia è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2018 lo schema di decreto Privacy 2018 in attuazione alla direttiva europea sul GDPR, la cui approvazione definitiva è slittata però ad agosto.
Decreto legge Privacy 2018 in Italia cosa prevede? Il decreto Privacy 2018, approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri in data 21 marzo 2018, ha previsto l’approvazione dello schema di decreto Privacy 2018 che deve attuare in Italia, la Direttiva 2016/680 sul trattamento dei dati personali, facente parte del GDPR Regolamento Generale sulla protezione dei Dati Personali a partire dal prossimo 25 maggio 2018.
Al momento non c’è stata l’approvazione definitiva del decreto legge privacy 2018 italiano in ottemperanza al regolamento GDPR Ue, in qaunto è stato rinviato ad agosto 2018.
In attesa dell’approvazione finale, andiamo a vedere cosa ha previsto il decreto italiano sulla privacy 2018 approvato in via preliminare:
Il decreto Privacy italiano abroga il Codice della Privacy stabilendo che il trattamento dei dati personali dal 25 maggio 2018 deve essere svolto in conformità alle norme del Regolamento (UE) 2016/679 e al decreto abrogativo.
Il trattamento dei dati personali: in base all’art. 9 del Regolamento, il trattamento dei dati personali svolto con finalità di interesse pubblico possono essere trattati solo in presenza di una legge italiana o europea che lo permetta e ne distingua, la tipologia dei dati e la finalità del trattamento.
Il consenso al trattamento dei dati per i minorenni che in base al Regolamento è previsto all’età di 16 anni, in Italia è ridotta a 14 anni. Per i minori di 14 anni, il consenso al trattamento deve essere espresso dal genitore anche tramite apposita autorizzazione mentre l’informativa deve essere scritta con parole comprensibili per il minore.
Il trattamento dei dati genetici o biometrici è consentito dal Regolamento così come lo era già nel Codice, solo previo consenso espresso da parte dell’interessato o delle altre condizioni presenti all’art. 9 paragrafo 2 del GDPR. Le garanzie sul trattamento di questo genere di dati saranno fissate dal Garante e saranno oggetto di aggiornamento ogni 2 anni. Tali dati però non possono essere diffusi.
Il trattamento dei dati giudiziari: lo schema di decreto ha previsto che, se non c’è una norma che lo autorizza, esso può essere svolto nel rispetto delle regole di sicurezza che saranno emanate con specifico decreto del Ministero della Giustizia su proposta del Garante.Il consenso al trattamento dei dati sanitari necessari a garantire la salute dell’interessato, di terzi o a livello nazionale, non deve essere richiesto.In base a quanto previsto dallo schema di decreto, in merito al trattamento dei dati in ambito lavorativo, il Garante ha la possibilità di adottare misure e regole specifiche per garantirne la trasparenza di trattamento, di trasferimento dei dati e di monitoraggio sul posto di lavoro. Non va invece richiesto il consenso al trattamento dei dati del lavoratore per le finalità di medicina preventiva o di medicina del lavoro.Riguardo al titolare e al responsabile del trattamento, questi devono individuare una persona fisica cui attribuire la responsabilità dei trattamento dei dati e la protezione dei dati con la figura del DPO Privacy 2018 il cui nominativo e dati di contatto, devono essere comunicati al Garante tramite un apposito modulo online.

SCARICA REGOLAMENTO UE 2016/679 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 27 aprile 2016 

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